Overblog Segui questo blog
Edit page Administration Create my blog

Notizie sui nuovi provvedimenti del Governo in materia di indennità di Disoccupazione per l' anno 2015.

NASPI – ASDI - DIS-COLL

Assegno di disoccupazione 2015: ecco Naspi, Asdi e Dis-Coll

Cambia tutta la normativa in materia di assegno di disoccupazione: dal 2015 arriva la Naspi, che sostituisce l’Aspi e la Mini Aspi, e che può durare per 24 mesi. Introdotto inoltre l’assegno Asdi per i disoccupati di lunga durata e la nuova indennità DIS-COL per i collaboratori a progetto che sostituisce l’una tantum. Vediamo tutte le novità riguardanti le nuove indennità erogate dall'Inps. Arriva una rivoluzione con il Job Act del Governo Renzi in materia di assegno di disoccupazione dall'anno 2015. Tante le novità riguardo le indennità erogate dall'Inps contro la disoccupazione involontaria: La vecchia indennità di disoccupazione con requisiti ordinari e ridotti, dal 2012 diventata Aspi e Mini Aspi, ora diventa una unica indennità Naspi, con nuovi requisiti e durata. Vengono inoltre introdotti nuovi ammortizzatori sociali: l’assegno Asdi per i disoccupati di lunga durata e la Dis-coll ossia una indennità di disoccupazione per i collaboratori a progetto o iscritti alla Gestione Separata. Le novità sono in vigore a partire dall’anno 2015. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ha infatti approvato un decreto legislativo che contiene disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di occupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge n. 183 del 2014. Ecco in sintesi i nuovi ammortizzatori sociali previsti dal Decreto.

1) Naspi 2015

la nuova indennità di disoccupazione di durata fino 24 mesi

Con il Jobs Act il Governo ha introdotto la Naspi 2015, la nuova indennità di disoccupazione al posto dell’Assicurazione sociale per l’impiego Aspi e la Mini Aspi. Spetterà per una durata fino a 24 mesi. Vediamo tutte le informazioni su a chi spetta, i requisiti, il calcolo dell’importo mensile, come fare domanda, la decorrenza, la decadenza, la sospensione in caso di nuovo lavoro nonché tutte le informazioni da rispettare per avere il pagamento. Il Governo Renzi con il Jobs ha riformato la disciplina degli ammortizzatori sociali. Una delle misure previste è l’introduzione a partire da maggio 2015 della disciplina della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego. Il Governo lancia la NASpI 2015, la nuova indennità di disoccupazione che avrà una durata fino a 24 mesi e che è calcolata sulle settimane di contribuzione del lavoratore negli ultimi 4 anni di lavoro. La Naspi segue in maniera sostanziale ciò che era già previsto per l’Assicurazione sociale per l’impiego Aspi, soprattutto per quanto riguarda il calcolo dell’indennità spettante al lavoratore. Le novità riguardano i requisiti, la durata e in generale le condizioni. Nel Decreto attuativo del Jobs Act in materia di ammortizzatori sociali all’art. 1 viene introdotta questa nuova prestazione a sostegno del reddito dei lavoratori disoccupati: “A decorrere dal 1 maggio 2015 è istituita presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, e nell’ambito dell'Assicurazione sociale per l'impiego (ASpI) introdotta dalla Riforma Fornero, una indennità mensile di disoccupazione, denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. La NASpI sostituisce le prestazioni di ASpI e mini ASpI introdotte dall’art. 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92 con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 maggio 2015”.

A chi spetta la Naspi

L’art. 2 del Decreto attuativo del Jobs Act individua a chi spetta la Naspi, che è la nuova Aspi, ex indennità di disoccupazione: Sono destinatari della NASpI i lavoratori dipendenti con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Pertanto ai dipendenti pubblici non spetta la nuova Aspi. Le pubbliche amministrazioni, secondo quanto previsto dal D. Lgs. 165/2001, ai cui dipendenti statali non spetta la Naspi sono i seguenti: tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Esclusi anche gli operai agricoli. Le disposizioni relative alla NASpI non si applicano inoltre nei confronti degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.

Requisiti per avere la Naspi

A disciplinarlo è l’art. 3 del Decreto attuativo al Jobs Act, legge 183 del 2014. La nuova Assicurazione sociale per l’impiego (NASPI) è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:

1. siano in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;

2. possano far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;

3. possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Naspi in caso di disoccupazione e risoluzione consensuale.

La nuova Aspi, ossia la NASpI, è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 40 dell'articolo 1 della legge n. 92 del 2012.

Calcolo e importo della Naspi

L’art. 4 del Decreto attuativo disciplina il calcolo e la misura della nuova indennità di disoccupazione, ex Aspi e ora chiamata Naspi, che ricordiamo è in vigore da maggio 2015. Calcolo Naspi. La NASpI è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni utili, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33. Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2015 all'importo di 1.195 euro mensili, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente, l'indennità mensile è pari al 75 per cento della retribuzione. Nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo, l’indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementato di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. Il lavoratore che percepisce la Naspi ha diritto nei casi previsti anche all’assegno per il nucleo familiare (ANF), come già accedeva per l’indennità di disoccupazione e l’Aspi. Importo massimo Naspi 2015 pari a 1.300 euro mensili. L’indennità mensile della nuova Aspi non può in ogni caso superare nel 2015 l'importo massimo mensile di euro 1300, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente. La riduzione mensile della Naspi. L’indennità della nuova indennità di disoccupazione ex Aspi è ridotta progressivamente nella misura del 3 per cento al mese dal primo giorno del quinto mese di fruizione. Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2016 tale riduzione si applica dal primo giorno del quarto mese di fruizione. Alla NASpI non si applica il prelievo contributivo di cui all'articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, ossia la riduzione dell’importo in misura pari all’importo derivante dall’applicazione delle aliquote contributive previste a carico degli apprendisti.

Durata della Naspi

L’art. 5 stabilisce che “la NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni”. Ne consegue che la durata massima della nuova indennità di disoccupazione, ex Aspi, sarà pari a due anni (quando il lavoratore ha lavorato per 4 anni consecutivi con 52 settimane di contribuzione accreditate all’anno nei 4 anni precedenti la domada). Ma questo fino al 2016. Lo stesso articolo 5 stabilisce che “per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2017 la durata di fruizione della prestazione è in ogni caso limitata a un massimo di 78 settimane”. Pertanto massimo 1 anno e mezzo di Naspi spettante ai lavoratori. L’art. 5 stabilisce infine che “ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione”.

Come si presenta la domanda

L’art. 6 del Decreto attuativo al Jobs Act in materia di ammortizzatori sociali non disciplina in materia concreta le modalità di presentazione della domanda per ottenere la nuova indennità di disoccupazione che sostituisce l’Aspi e la Mini Aspi, ossia la nuova Naspi. L’art. 6 si limita a stabilire che “la NASpI è presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro”. Resta quindi lo stesso termine storicamente previsto per la presentazione della richiesta per avere l’indennità di disoccupazione. Il lavoratore rimasto disoccupato ha tempo per presentare la domanda quindi fino al sessantottesimo giorno dall’ultimo giorno di lavoro (data di licenziamento o data di fine del rapporto nel caso di un contratto a termine).

Decorrenza della nuova indennità Naspi

Una volta presentata la domanda è importante stabilire da quando decorre l’importo della Naspi accreditato al lavoratore dall’Inps. Per quanto riguarda la decorrenza, sempre l’art. 6 del Decreto attutativo stabilisce che “La NASpI spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro”.

Condizioni da rispettare per ricevere il pagamento della NASpI

Il Decreto attuativo all’art. 7 stabilisce le “condizionalità” ossia le condizioni che il lavoratore in stato di disoccupazione deve rispettare per continuare ad essere percettore della Naspi.

L’erogazione della NASpI è condizionata, a pena di decadenza dalla prestazione:

alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;

alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti ai sensi dell’art. 1 comma 2 lett. g) del decreto legislativo 21 aprile 2000 n.181 e successive modificazioni.

Pertanto il lavoratore percepisce l’indennità Naspi se resta disoccupato e se partecipa a quanto proposto dai Servizi competenti, ossia dal Centro per l’Impiego.

Poi il Decreto attuativo fa richiamo, in termini di diritto al pagamento della Naspi, a quanto previsto dal D. Lg3. 183 del 2014, che all’art. 1, comma 3, introduce ulteriori misure volte a condizionare la fruizione della NASpI alla ricerca attiva di un’occupazione e al reinserimento nel tessuto produttivo. Pertanto il lavoratore deve essere protagonista di questa ricerca attiva.

Viene inoltre previsto un Decreto del Ministro del Lavoro, di natura non regolamentare, che dovrò determinare le condizioni e le modalità per l’attuazione di queste condizioni che il lavoratore deve rispettare, nonché il sistema di sanzioni in caso di inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva.

Liquidazione anticipata Naspi per avviare una nuova attività di autoimprenditorialità

Come accade per l’Assicurazione sociale per l’Impiego, ossia l’Aspi in vigore fino ad aprile 2015 per poi essere sostituita dalla Naspi, anche per quest’ultima è consentito al lavoratore richiedere la liquidazione anticipata come incentivo all’autoimprenditorialità. Chi intende quindi avviare una nuova attività di lavoro autonomo può ricevere la Naspi in unica soluzione, anticipata. Ma ci sono dei casi in cui scatta la restituzione all’Inps. Per maggiori informazioni vediamo la Naspi anticipata in unica soluzione.

Decadenza o sospensione indennità Naspi in caso di nuovo lavoro dipendente

Il lavoratore che, durante il periodo di percezione dell’ex indennità di disoccupazione ora Naspi, svolge un’attività lavorativa, perde il diritto alla prestazione, quindi scatta la decadenza della nuova Aspi, se supera con il proprio reddito annuo il reddito minimo escluso da imposizione, ossia 8.000 euro. Se il lavoratore invece percepire un reddito inferiore scatta la sospensione dell’Aspi, ma il rapporto di lavoro deve essere non superiore a 6 mesi. In caso di due part-time, riguardo al diritto alla Naspi per la perdita di uno dei due contratti a tempo parziale ci sono regole particolari. Per maggiori informazioni vediamo l’indennità Naspi e nuovo lavoro dipendente.

Naspi e nuovo lavoro autonomo con partita IVA

Il lavoratore disoccupato percettore dell’indennità di disoccupazione Naspi, oltre ad avere la possibilità di essere assunto presso un nuovo datore di lavoro con un contratto di lavoro dipendente, potrebbe decidere di intraprendere un’attività di lavoro autonomo con partita IVA. Abbiamo visto che per tale situazione egli può chiedere una liquidazione anticipata. Il diritto alla prestazione decade se il reddito annuale prodotto è superiore a 4.800 euro, ossia il limite minimo escluso da imposizione fiscale. In caso di reddito inferiore a tale limite, il lavoratore è obbligato ad effettuare una comunicazione all’Inps. Per maggiori informazioni vediamo l’approfondimento Indennità di disoccupazione Naspi e lavoro autonomo con partita iva.

Decadenza dalla NAspi

Le ipotesi di decadenza dalla Naspi sono state già precedentemente descritte. In ogni caso, l’art. 11 del Decreto attuativo del Jobs Act all’art. 11 riepiloga le ipotesi di decadenza.

Il lavoratore decade dalla fruizione della NASpI nei seguenti casi:

perdita dello stato di disoccupazione (superamento di 4.800 euro di reddito da lavoro autonomo o 8.000 euro di reddito da lavoro dipendente)

inizio di un'attività lavorativa subordinata senza provvedere alle comunicazioni di cui ai commi due e tre dell’articolo 9 (ossia mancata comunicazione di nuovo lavoro dipendente);

inizio di un'attività lavorativa in forma autonoma senza provvedere alla comunicazione di cui all’articolo 10 (mancata comunicazione di nuovo lavoro autonomo);

raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;

acquisizione del diritto all'assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per la NASpI;

violazione delle regole di condizionalità di cui all’art. 7.

Le regole di condizionalità riguardano le condizioni da rispettare per ricevere il pagamento della NASpI descritte in precedenza.

Contribuzione figurativa spettante durante la Naspi

La contribuzione figurativa, accreditata nell’estratto conto del lavoratore ed utile ai fini della calcolo della pensione, è rapportata alla retribuzione di cui all’art. 4, comma 1 (retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni utili, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive). Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2016, la contribuzione figurativa è rapportata alla retribuzione di cui all’art. 4, comma 1 entro un limite di retribuzione pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile della prestazione della NASpI, determinato ai sensi all’art. 4 comma 2 (nell’anno 2015 tale importo massimo è di 1.300 euro). Le retribuzioni computate nei limiti di cui al comma 1, rivalutate fino alla data di decorrenza della pensione, non sono prese in considerazione per la determinazione della retribuzione pensionabile qualora siano di importo inferiore alla retribuzione media pensionabile ottenuta neutralizzando tali retribuzioni. Rimane salvo il computo dell’anzianità contributiva relativa ai periodi eventualmente neutralizzati nella determinazione della retribuzione pensionabile ai fini dell’applicazione dell'art. 24, comma 2, della legge 22 dicembre 2011, n. 214.

Indennità Naspi per soci di cooperative

L’art. 13 del Decreto attuativo del Jobs Act in materia di ammortizzatori sociali che ha disciplinato la nuova indennità di disoccupazione ex Aspi ora chiamata Naspi stabilisce anche la misura dell’indennità per le nuove categorie di lavoratori assicurati dal 1 gennaio 2013. Più precisamente stabilisce che per i soci lavoratori delle cooperative di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602 e per il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, a decorrere dal 1 maggio 2015 la misura della NASpI è allineata a quella della generalità dei lavoratori.

................................................................................................................................................

2) ASDI

l’assegno di disoccupazione per 6 mesi ai lavoratori disoccupati dopo la Naspi

Viene introdotto in via sperimentale, per quest’anno, l’Asdi, assegno di disoccupazione che verrà riconosciuto a chi, scaduta la Naspi, non ha trovato impiego e si trovi in condizioni di particolare necessità. La durata dell’assegno, che sarà pari al 75% dell’indennità Naspi, è di 6 mesi e verrà erogato fino ad esaurimento dei 300 milioni del fondo specificamente costituito. L'assegno Asdi è erogato dall'Inps. Per informazioni dettagliate riguardo i requisiti da possedere, la durata dell’assegno e gli importi spettanti, vediamo tutta la normativa sull’assegno Asdi per i disoccupati. Un assegno di disoccupazione ai lavoratori disoccupati per la durata di 6 mesi. E’ quanto previsto dal Governo Renzi nel Jobs Act come prestazione a sostegno del reddito dei lavoratori che hanno già percepito la nuova indennità di disoccupazione, ex Aspi ora Naspi. Il pagamento avviene con strumenti elettronici ed è destinato in via prioritaria ai lavoratori con specifiche condizioni reddituali, con figli minorenni e ai lavoratori prossimi alla pensione rimasti senza un lavoro. Il Governo ha previsto nel testo definitivo Decreto attuativo del Jobs Act in materia di ammortizzatori sociali, accanto all’introduzione della nuova indennità di disoccupazione Naspi (ossia la nuova Aspi), una misura a favore dei lavoratori disoccupati che si trovino in una determinata condizione reddituale o di età. E’ previsto il pagamento di un assegno di disoccupazione ai lavoratori disoccupati, destinato non a tutti i disoccupati, ma specificamente a coloro che hanno ricevuto il pagamento della Naspi a seguito della perdita del posto di lavoro e che restano, dopo aver fruito dell’ex indennità di disoccupazione, senza un posto di lavoro. La misura è sperimentale e per il solo anno 2015, per ora. E’ in arrivo un apposito decreto del Ministero del lavoro per definire nel dettaglio i lavoratori beneficiari.

Nell’ambito della disciplina di prestazioni ulteriori a sostegno del reddito, nel secondo Decreto attuativo del Jobs Act (legge 183 del 2014) è stato introdotto un articolo 15 riguardante l’assegno di disoccupazione (ASDI).

L’art. 15: “A decorrere dal 1 maggio 2015 è istituito, in via sperimentale per l’anno 2015, l’Assegno di disoccupazione (ASDI), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori percettori della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego NASpI che abbiano fruito di questa per l’intera sua durata senza trovare occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno, come definita ai sensi del comma 7, lettera a)”.

Requisiti per l’assegno di disoccupazione: La condizione di bisogno, come vedremo, è legata ad un apposito indicatore ISEE, che sarà stabilito da un Decreto del Ministero del Lavoro. A chi spetta l’assegno di disoccupazione ASDI. In generale spetta a tutti i lavoratori che sono ancora disoccupati dopo il periodo di percezione dell’indennità di disoccupazione Naspi. La normativa che definisce l’assegno di disoccupazione è programmatica, nel senso che la legge rinvia ad un apposito decreto, previsto dal comma 7, da emanarsi da parte del Ministero del Lavoro per definire nel dettaglio a chi spetterà tale assegno. Priorità ai disoccupati con figli minorenni o prossimi alla pensione. Il comma 2 dell’art. 15 della legge stessa però individua già dei destinatari privilegiati: “Nel primo anno di applicazione (anno 2015) gli interventi saranno prioritariamente riservati ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e quindi ai lavoratori in età vicina al pensionamento, ma che non abbiano maturato i requisiti per i trattamenti di quiescenza. In relazione al monitoraggio della misura, al termine del primo anno di applicazione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere stabilite modalità di estensione sino eventualmente a coprire l’intera platea di beneficiari, ossia tutti i lavoratori disoccupati che hanno le condizioni reddituali previste e che non hanno trovato lavoro al termine del periodo di fruizione della Naspi, che tra l’altro può prolungarsi fino a 24 mesi. Per maggiori informazioni vediamo Naspi: la nuova indennità di disoccupazione. Importo e durata dell’assegno di disoccupazione. L’ASDI “è erogato per una durata massima di sei mesi ed è pari al 75% dell’ultimo trattamento percepito ai fini della NASpI, se non superiore alla misura dell’assegno sociale, di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335. L’ammontare di cui al periodo precedente è incrementato per gli eventuali carichi familiari del lavoratore, secondo le modalità specificate con il decreto di cui al comma 7 (sempre il Decreto del Ministero del lavoro da emanarsi), che stabilisce anche l’ammontare massimo complessivo della prestazione”.

Modalità di pagamento.

Il sostegno economico è erogato per il tramite di uno strumento di pagamento elettronico, secondo quanto stabilirà il Ministero del Lavoro nell’apposito decreto. Condizioni da rispettare per ricevere l’assegno di disoccupazione. Il sostegno economico è condizionato all’adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l’impiego, secondo modalità definite con il decreto di cui al comma 7, e comunque contenente specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro. La partecipazione alle iniziative di attivazione proposte è obbligatoria, pena la perdita del beneficio. Il Decreto del Ministero del Lavoro entro 90 giorni. L’intera norma sull’assegno di disoccupazione ASDI rinvia la definizione degli aspetti specifici dell’assegno di disoccupazione all’emanazione di un apposito decreto “di cui al comma 7”, che sarà un decreto di natura non regolamentare da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Questo decreto è da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge che istituisce l’assegno di disoccupazione. In esso sono definite le seguenti cose:

1. la situazione economica del nucleo familiare in termini di ISEE, che identifica la condizione di bisogno che determina il diritto all’assegno di disoccupazione. La norma si affretta a precisare che all’ISEE, ai soli fini dell’accesso all’ASDI, è sottratto l’ammontare dei trattamenti NASpI percepiti;

2. l’individuazione di criteri di priorità nell’accesso in caso di risorse insufficienti ad erogare il beneficio ai lavoratori nelle condizioni previste dalla legge, di cui abbiamo parlato prima (si ricorda che sarà data priorità ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e quindi ai lavoratori in età vicina al pensionamento);

3. gli incrementi per carichi familiari del lavoratore, comunque nel limite di un importo massimo;

4. i limiti nei quali i redditi da lavoro intervenuti nel periodo di fruizione dell’ASDI possono essere parzialmente cumulati con il sostegno economico e le modalità di interruzione dell’ASDI al venir meno della condizione di povertà;

5. le caratteristiche del progetto personalizzato;

6. il sistema degli obblighi e delle sanzioni connessi al progetto personalizzato;

7. i flussi informativi tra i servizi per l’impiego e l’INPS volti ad alimentare il sistema informativo dei servizi sociali, per il tramite del Casellario dell’assistenza, con finalità di controllo, gestione, monitoraggio e valutazione degli interventi;

8. il sistema dei controlli posto in essere per evitare la fruizione illegittima della prestazione;

9. le modalità specifiche di erogazione della prestazione attraverso l’utilizzo di uno strumento di pagamento elettronico;

10. l’individuazione di specifiche modalità di valutazione degli interventi;

Il Decreto, al fine di incentivare la ricerca attiva del lavoro, stabilirà anche i limiti nei quali i redditi derivanti da nuova occupazione possono essere parzialmente cumulati con il sostegno economico e le modalità attraverso cui il sostegno declina gradualmente al perdurare dell’occupazione e in relazione al reddito da lavoro. Per il finanziamento dell’assegno ai lavoratori disoccupati ASDI il Governo ha istituito un fondo di 300 milioni di euro nel 2015. Per l’eventuale estensione dell’assegno di disoccupazione ASDI agli anni successivi al 2015, quindi nel 2016, 2017 e anni a seguire, il Decreto rimanda a successivi provvedimenti legislativi lo stanziamento delle occorrenti risorse finanziarie.

................................................................................................................................................

3) DIS-COLL

l’indennità di disoccupazione per i collaboratori a progetto

Per i co.co.co (iscritti alla Gestione separata INPS) che perdono il lavoro c’è l’indennità di disoccupazione Dis-Col (Disoccupazione per i collaboratori a progetto). Sostituisce l’una tantum cocopro erogata negli ultimi anni. Anche la Dis-Col è erogata dall’Inps. La nuova indennità DIS-COL presuppone tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno precedente l’evento di disoccupazione alla data del predetto evento. Il suo importo è rapportato al reddito e diminuisce del 3% a partire dal quarto mese di erogazione. La durata della prestazione è pari alla metà delle mensilità contributive versate e non può eccedere i 6 mesi. Anche questa indennità è condizionata alla partecipazione ad iniziative di politiche attive. Per informazioni dettagliate riguardo i requisiti da possedere, la durata dell’assegno e gli importi spettanti, vediamo tutta la normativa sull’indennità DIS-COL. Dal 2015 ai collaboratori coordinati e continuativi o con contratto progetto, iscritti alla Gestione Separata Inps, rimasti disoccupati spetta una nuova indennità di disoccupazione chiamata DIS-COLL, similare all’Aspi per i lavoratori dipendenti (Naspi). Sostituisce l’una tantum cocopro. Vediamo quali sono i requisiti, l’importo spettante e la durata, le modalità di calcolo e di presentazione della domanda. E i casi in cui il collaboratore in stato di disoccupazione trova un lavoro dipendente o avvia un nuova attività di lavoro autonomo.Arriva con il Decreto attuativo del Jobs Act in materia di ammortizzatori sociali una importante notizia per i collaboratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa e con contratto a progetto, iscritti alla Gestione Separata dell’Inps. Anche a lavoro spetta l’indennità di disoccupazione, a partire dal 2015. Il nome è indennità di disoccupazione DIS-COLL. Ed ha le stesse modalità di calcolo della Naspi, la nuova Aspi destinata invece ai lavoratori con contratto di lavoro dipendente. Il Governo Renzi nel testo definitivo del Jobs Act ha intenzione di provvedere a forti interventi sulle collaborazioni coordinate e continuative o a progetto. Sono previsti infatti interventi di semplificazione, modifica o addirittura superamento di tali forme contrattuali. Sembra intenzione quindi del Governo la cancellazione del contratto a progetto. Ma in attesa di attuale tali radicali riforme, il Governo stesso prevede per il solo anno 2015 l’erogazione di una indennità di disoccupazione per chi ha un contratto a progetto, o un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, e resta senza un lavoro. Questa indennità DIS-COLL per i lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto, è concessa a partire dal 2015 con modalità similari all’Aspi, o per meglio dire alla nuova Naspi riservata ai lavoratori dipendenti. Negli anni precedenti ai collaboratori era invece destinata l’una tantum cocopro con modalità totalmente differenti. Con questa nuova indennità di disoccupazione, a fronte degli stessi requisiti che erano necessari per ricevere il pagamento dell’una tantum co.co.pro., il collaboratore otterrà il pagamento di una prestazione similare all’ex indennità di disoccupazione ora Aspi o Naspi, pertanto ricevendo un equiparazione ai lavoratori con contratto di lavoro dipendente.

A chi spetta l’indennità di disoccupazione DIS-COLL

L’articolo 16 del Decreto attuativo del Jobs Act (legge 183 del 2014) prevede “in via sperimentale per il 2015, in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1 gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015, è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, una indennità di disoccupazione mensile denominata DIS-COLL”. Questa prestazione è quindi riconosciuta a coloro che hanno perso il posto di lavoro e più precisamente il proprio contratto di collaborazione coordinata e continuativa o il proprio contratto a progetto. Quindi se uno di questi due contratti si è ultimato e il lavoratore è rimasto disoccupato nell’anno 2015, egli ha diritto all’indennità di disoccupazione DIS-COLL. Il collaboratore non deve essere né pensionato né titolare di partita Iva. Altra cosa importante, di conseguenza, è che deve essere iscritto in via esclusiva alla Gestione Separata.

I requisiti

La DIS-COLL è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi e a progetto che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:

1. siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;

2. possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;

3. possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di cui al comma 1 di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà del importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione. E’ quindi importante consultare il proprio estratto conto contributivo nella parte relativa alla Gestione Separata. Devono risultare 3 mesi di contributi nell’anno precedente e un mese nell’anno in cui cessa il rapporto di lavoro e di conseguenza viene presentata domanda.

Calcolo dell’importo dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL

La norma stabilisce che “la DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati, derivante da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto, relativo all’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi”. Quindi, estratto conto Inps alla mano, la somma dei redditi degli ultimi due anni diviso i mesi di contributi accreditati. Il sistema di calcolo, come adesso vediamo, è similare al calcolo dell’indennità Naspi, la nuova indennità di disoccupazione spettante dal 2015 ai lavoratori dipendenti. La DIS-COLL, rapportata al reddito medio mensile come determinato seguendo quando stabilito sopra, è pari al 75 per cento dello stesso reddito nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore nel 2015 all'importo di 1195 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente. Nei casi in cui il reddito medio mensile sia superiore al predetto importo l'indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra il reddito medio mensile e il predetto importo. Importo massimo di 1.300 euro mensili. L’indennità mensile non può in ogni caso superare l'importo massimo mensile di euro 1300 nel 2015, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente. La riduzione dell’importo dopo 5 mesi. A partire dal primo giorno del quinto mese di fruizione l’indennità è ridotta progressivamente nella misura del 3 per cento al mese.

Durata dell’indennità di disoccupazione per collaboratori: massimo 6 mesi

La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nei due anni considerati, ossia nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del lavoro al predetto evento. Ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione.

La DIS-COLL non può in ogni caso superare la durata massima di sei mesi.

Niente contributi figurativi accreditati. A differenza dei lavoratori con contratto subordinato e destinatari dell’ex indennità di disoccupazione ora Aspi o Naspi dal 2015, ai collaboratori coordinati e continuativi, o ai collaboratori a progetto, per i periodi di fruizione della DIS-COLL non sono riconosciuti i contributi figurativi.

Domanda e decorrenza

Come per l’Aspi o la Naspi, anche la domanda per l’indennità di disoccupazione DIS-COLL deve presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per quanto riguarda la decorrenza, ancora una volta analogamente all’ indennità Naspi, l’indennità di disoccupazione DIS-COLL per i collaboratori iscritti alla Gestione Separata spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

Condizioni per avere il pagamento

L’erogazione della DIS-COLL è condizionata:

1. alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;

2. nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti (Centri per l'Impiego);

3. Inoltre, con il decreto legislativo previsto all’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n.183, sono introdotte ulteriori misure volte a condizionare la fruizione della DIS-COLL alla ricerca attiva di un’occupazione e al reinserimento nel tessuto produttivo.

Indennità di disoccupazione DIS-COLL e nuovo lavoro dipendente o autonomo

L’indennità di disoccupazione erogata dall’Inps ai collaboratori coordinati e continuativi o a progetto può essere sospesa in caso di nuovo rapporto di lavoro stipulato dall’ex collaboratore percettore della DIS-COLL. E’ prevista una normativa differente tra l’instaurazione di un nuovo rapporto subordinato oppure l’apertura di una partita IVA per avviare una nuova attività lavorativa autonoma. In caso di nuova occupazione del lavoratore con contratto di lavoro subordinato, la DIS-COLL è sospesa d'ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie, fino ad un massimo di cinque giorni; al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a cinque giorni l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa. Nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento nell’ambito dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego, ossia l’Aspi (o la Naspi a partire da maggio 2015). Il beneficiario di DIS-COLL che intraprenda un’attività lavorativa autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione (4.800 euro annui), deve informare l'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. Pertanto deve essere effettuata un apposita comunicazione all’ente previdenziale. L’indennità di disoccupazione DIS-COLL è ridotta di un importo pari all'80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell'anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all’INPS un'apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall'attività lavorativa autonoma. I soggetti di cui all’articolo 2, commi da 51 a 56 della legge 28 giugno 2012 n. 92 fruiscono fino al 31 dicembre del 2015 esclusivamente delle prestazioni relative all’indennità di disoccupazione DIS-COLL. Restano salvi i diritti maturati in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi nell’anno 2013, per i quali spetta l’una tantum cocopro. Il Governo prevede che all’eventuale estensione della DIS-COLL agli anni successivi al 2015, quindi nel 2016, 2017 e seguenti, si provvede con le risorse previste da successivi provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.



Tag(s) : #Politica Sociale